Intervista a GIUSEPPE NOVELLI, Product Manager Culligan Italiana

Lacqua è un elemento vitale, fondamentale nell’alimentazione di ogni giorno: quali sono i metodi finora utilizzati per la sua disinfezione?

La potabilizzazione dell’acqua è un processo necessario per la rimozione/riduzione delle sostanze contaminanti dall’acqua grezza ed ottenere un’acqua idonea al normale consumo domestico, o per usi industriali (es. per l’utilizzo da parte di industrie alimentari).

I trattamenti di potabilizzazione possono essere differenti e seguiti da un processo di disinfezione, che ha lo scopo di eliminare la presenza di microrganismi, posto a valle di tutto il ciclo di potabilizzazione.

Solitamente i più comuni trattamenti di disinfezione impiegati sono:

  • Chimici (clorazione, ozonizzazione, ecc.)
  • Fisici (raggi ultravioletti UVC)

La clorazione è il trattamento di disinfezione più diffuso che garantisce l’igienicità dell’acqua durante il suo percorso fino all’utenza, ma può generare sottoprodotti tossici e altera il sapore dell’acqua. Negli ultimi anni, in alcuni casi, viene utilizzato biossido di cloro con un’azione disinfettante più efficace, riducendo rispetto al primo il cattivo sapore dell’acqua.

Qual è il percorso che l’acqua potabile deve compiere per giungere nelle nostre case?

Nonostante l’acqua sia controllata a monte dagli acquedotti e risponde ai requisiti richiesti dalle leggi vigenti, deve percorrere il più delle volte lunghi tragitti in condutture ormai obsolete. Sono molti ancora i chilometri di tubature costituite da materiali potenzialmente pericolosi quali: amianto e piombo. Inoltre, i depositi di materia organica nelle tubazioni obsolete possono causare la proliferazione del batterio Legionella, dannoso per la salute.

Fondamentali sono i trattamenti di disinfezione effettuati dagli acquedotti, ma rimane pur sempre importante completare il processo di filtrazione per eliminare eventuali elementi sospesi ancora presenti, quando l’acqua arriva ai nostri rubinetti.

 

Ci sono differenze tra microfiltrazione e ultrafiltrazione?

La microfiltrazione è in grado di trattenere sostanze in sospensione, cloro e sottoprodotti clorurati.
Questo trattamento può utilizzare un solo filtro composito o più, generalmente due. Il primo elimina i sedimenti, solidi sospesi di dimensioni grossolane (10 micron), seguito da un filtro a carboni attivi che riesce a trattenere il cloro e i sottoprodotti clorurati, con una capacità di rimozione più elevata che varia da 0,2 a 5 micron. La microfiltrazione migliora in qualche misura le qualità organolettiche dell’acqua, grazie all’eliminazione del cloro, ma sicuramente non è sufficiente ad eliminare la stragrande maggioranza delle sostanze indesiderate presenti nell’acqua. Per questo motivo è necessario l’abbinamento di questo trattamento a processi di ultrafiltrazione o di osmosi inversa.
In cosa consiste l’ultrafiltrazione?

I sistemi ad ultrafiltrazione sono composti generalmente da filtri con speciali membrane i cui pori hanno una grandezza dell’ordine di 0,001 – 0,1 micron. La cartuccia di ultrafiltrazione è composta da speciali membrane costituita da fibre cave porose, che impediscono il passaggio di tutte le sostanze con peso molecolare maggiore di 15K dalton. Batteri, virus ed endotossine vengono trattenute grazie a due meccanismi: uno basato sulla dimensione dei pori stessi e uno dovuto alla capacità adsorbente della membrana stessa.

 

Lultrafiltrazione è un’alternativa all’osmosi inversa o ci sono diverse situazioni di applicazione?

L’ultrafiltrazione viene utilizzata per una vasta gamma di appli­cazioni: trattamento acque superficiali, di mare, scarichi tecnologici industriali e scarichi chiarifi­cati dei processi di depurazione delle acque reflue.

Le principali applicazioni dell’Ultrafiltrazione, sono:

  • Filtrazione di acque contaminate da torbidità, impurità microbiologiche e solidi sospesi.
  • Produzione di acqua potabile da acqua di superficie, di sorgente o di pozzo per acquedotti.
  • Pretrattamento per impianti di Osmosi Inversa per garantire sempre una qualità ideale per la protezione delle membrane (SDI<3).

Già da alcuni anni, Culligan utilizza l’ultrafiltrazione anche nel settore domestico del Drinking Water in combinazione con sistemi di filtrazione (combi-filter) e come post-trattamento dei sistemi ad osmosi inversa, come alternativa innovativa ai tradizionali sistemi di disinfezione a raggi ultravioletti UVC o Led UV.

 

Quali sono le tecnologie e le soluzioni applicabili per garantire un risultato ottimale nel settore domestico?

I sistemi di trattamento e filtrazione dell’acqua nel settore domestico vengono utilizzati per migliorarne le caratteristiche chimiche ed organolettiche.

I sistemi di filtrazione e microfiltrazione assicurano l’eliminazione della torbidità e dei solidi sospesi, che possono essere imputati a condutture obsolete. Utilizzando filtri compositi, tramite l’adsorbimento su carbone attivo si elimina il cattivo sapore di cloro, assicurando con l’ultrafiltrazione la qualità microbiologica.

La durezza dell’acqua, dovuta al suo contenuto di ioni metallici bivalenti (Ca++ e Mg++), non crea problemi per l’uso potabile ma è causa delle incrostazioni che possono danneggiare nel tempo le tubazioni, le serpentine degli elettrodomestici, caldaie, ecc. Tramite l’addolcimento questi inconvenienti possono essere eliminati.

 

Gli impianti di ultrafiltrazione sono disponibili per gli impianti industriali o anche per gli esercizi

commerciali e il mercato domestico?

I sistemi di ultrafiltrazione oltre ad essere disponibili nei trattamenti di acque ad uso industriale e commerciale, principalmente utilizzati a monte del processo di osmosi inversa, sono utilizzati nel settore domestico come un potente ed efficace strumento di prevenzione igienico-sanitaria. I filtri “Culligan Pure” ad ultrafiltrazione, testati dall’Università di Bologna (FABIT), installati a valle del sistema ad osmosi inversa assicurano l’elevata qualità microbiologica dell’acqua prodotta.

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