Che cos’è il BPA?

Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica usata prevalentemente in associazione ad altre sostanze chimiche per produrre plastiche e resine. Ad esempio il BPA è usato nel policarbonato, un tipo di plastica rigida, trasparente e altamente performante. Il policarbonato viene utilizzato per produrre recipienti per uso alimentare come: bottiglie per bibite con vuoto a rendere, biberon, stoviglie di plastica (piatti e tazze) e contenitori per riporre alimenti. Residui di BPA sono presenti anche nelle resine epossidiche usate per produrre pellicole e rivestimenti protettivi per lattine e tinozze. Il BPA può migrare in piccole quantità nei cibi e nelle bevande conservati in materiali che lo contengono.

Sulla base di quello che abbiamo sentito dai media sul bisfenolo A (BPA) , sarebbe perfettamente comprensibile concludere che il BPA è il nemico pubblico numero 1. È apparentemente ovunque in quantità non sicure e non c’è modo di sfuggirne.

In uno studio che è stato appena pubblicato nella rivista scientifica Environmental Pollution,

i ricercatori evidenziano che il punto di partenza è sapere a quanto siano effettivamente esposte le persone al BPA e se questi livelli costituiscono un rischio per la salute.

È ben noto che le persone rapidamente eliminano il BPA dal corpo attraverso l’urina dopo l’assunzione perciò la misurazione di BPA nelle urine è considerata il modo migliore per valutare l’esposizione al BPA.

Analizzando dunque i dati del contenuto di BPA su 85.000 casi di campioni di urine in Italia i ricercatori hanno evidenziato che il livelli riscontrati sono dell’ordine di due – tre grandezze inferiori al TDI (Assorbimento Giornaliero Assimilabile) consigliato da diversi paesi. “In altre parole, l’esposizione effettiva a BPA è centinaia e migliaia di volte al di sotto del limite di assorbimento sicuro”.

Visto il grande volume di dati, i ricercatori hanno considerato rappresentativi i loro risultati, il che significa che possono rappresentare la misura esatta di esposizione al BPA in tutto il mondo. I risultati forniscono anche un sostegno molto forte per le opinioni degli enti pubblici sulla sicurezza della BPA.

Ad esempio, la Food and Drug Administration americana (FDA) risponde alla domanda “Il BPA è sicuro?” Con la risposta inequivocabile “Sì”. Analogamente, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha dichiarato che “il BPA non presenta rischi per la salute ai consumatori (compresi i bambini non nati, i neonati e gli adolescenti) ai livelli attuali di esposizione”.

Quindi, se vogliamo rispondere alla domanda “Dove siamo al sicuro dal BPA?”, sulla base dei dati, la risposta è molto semplice – “Ovunque!”.

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